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Il bosco della Terlaga a Ravina - Pagina 9 PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Gennaio 2011 13:41
Indice
Il bosco della Terlaga a Ravina
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Analisi degli impatti

 


La serie di interventi previsti dal progetto comportano:

  • la totale distruzione del bosco, di cui una porzione molto significativa è caratterizzata da un valore naturalistico straordinario
  • In termini di biodiversità il danno prevedibile è irreparabile;
  • la perdita di piante monumentali che offrono habitat e attivano catene alimentari complesse.
  • La rottura della copertura forestale e del continuità dell’ecosistema bosco
  • C’è perdita netta di biomassa vegetale, stimata in 3000 ( tremila) metri cubi.
  • Centinaia di viaggi di camion per trasportare fuori zona l’intero bosco abbattuto.
  • L’impatto estetico della strada si somma al taglio di circa mezzo ettaro di bosco per realizzarla.
  • La perdita per la collettività di un ambiente di grande fascino

Considerazioni conclusive


Il bosco, in particolare la faggeta, ha valori di eccezionalità. La sua eliminazione comporta la perdita netta di
questi valori.
Riteniamo pertanto indispensabile un ripensamento di tutta l’operazione e aggiungiamo al dibattito l’idea forte
di un mantenimento e valorizzazione dell’area boschiva , tenendo conto dei seguenti aspetti di rilevanza
scenica, ricreativa, culturale:

  • la facilità di accesso e la posizione prossima alla città di Trento;
  • la facile percorribilità favorita dalla morfologia pianeggiante e dalla presenza di vari sentieri;
  • la presenza di piante monumentali;
  • l’abbondanza degli aspetti naturalistici di facile valorizzazione
  • la presenza di resti storici legati alla Prima Guerra Mondiale.
  • il far parte del parco di una villa storica;

Si tratta di un insieme molto particolare di elementi base per una valorizzazione in senso naturalistico e ricreativo-culturale.


E’ inoltre un insieme che forse, se più approfonditamente conosciuto e apprezzato per le sue attrattive dai
proprietari e adeguatamente utilizzato nelle iniziative di turismo enogastronomico, potrebbe rappresentare un
valore “spendibile” anche dal punto di vista privato e quindi direttamente economico. Lo stesso Movimento
Turismo del Vino, di cui la famiglia Lunelli è attivo componente “vuol farsi garante della salvaguardia
dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità e si pone quale promotore di uno stile di vita il più possibile naturale,
che metta l'ospite al centro dell'attenzione” (http://www.movimentoturismovino.it/movimento.html)


Non crediamo infatti che a una azienda di comprovate capacità imprenditoriali siano indispensabili quei 14
ettari di vigneto in più: siamo invece convinti che si possano valorizzare questi ambienti di straordinaria
bellezza naturale, quali cornici irriproducibili del complesso Villa Margon e dei vigneti sottostanti ai fini di una
sempre migliore promozione del proprio prodotto.


Il consiglio direttivo
della Pro Loco di Ravina

 

 

 



Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Febbraio 2011 11:27
 

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